Il Consilium ad Exsequendam Constitutionem de Sacra Liturgia

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        Il 4 dicembre 1963, in seguito all’ultimo ballottaggio in seno al Concilio Vaticano II, Paolo VI promulgò la Costituzione Apostolica Sacrosanctum Concilium sulla sacra Liturgia. In seguito, con la Lettera Apostolica in forma di Motu proprioSacram Liturgiam” del 25 gennaio 1964, Papa Paolo VI istituì una Speciale Commissione, denominata Consilium ad exsequendam Constitutionem de sacra Liturgia.

 

        Come istituzione parallela alla Sacra Congregazione dei Riti, il Consilium svolse il suo mandato in maniera autonoma fino all’8 maggio 1969, anno in cui la Sacra Congregazione dei Riti fu soppressa e al suo posto, furono create due nuove Congregazioni, quella per il Culto Divino e quella per le Cause dei Santi. Il Consilium così fu integrato all’interno della Sacra Congregazione per il Culto Divino, continuando a lavorare per l’attuazione della riforma liturgica, seppur con limitate competenze proprie. La Commissione, infine, sarebbe rimasta operativa fino al termine del suo mandato di attuazione della riforma liturgica, secondo quanto stabilito dal Concilio Vaticano II.

 

         Il Consilium era composto da 48 membri (11 Cardinali, 36 Vescovi e 1 Abate) e da oltre 200 tra consultori e consiglieri internazionali, distribuiti in 40 gruppi di studio (coetus a studiis). L’attività del Consilium consisteva nello studio di singoli punti della riforma e nello sviluppo della Liturgia, ed era competente – così come stabilito dalla Sacrosanctum Concilium – circa la revisione dei libri liturgici, la preparazione dei documenti per l’attuazione della riforma e le relazioni con le Chiese locali.