La Sacra Congregazione dei Riti

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concilioVaticanoII

        Il 22 gennaio del 1588 Papa Sisto V con la Costituzione Apostolica Immensa aeterni Dei decise di istituire la Sacra Congregazione dei Riti, con il preciso compito sia di regolare e dirigere i sacri riti della Chiesa latina sia di occuparsi della canonizzazione dei Santi.

 

         Per quasi quattro secoli la Sacra Congregazione, seguendo le prescrizioni del Concilio di Trento (Canones et Decreta Sacrosancti Oecumenici et Generalis Concilii Tridentini, Sessioni XXII, XXIV, XXV), si occupò di riformare e dare alle stampe la maggior parte dei libri liturgici, rivedendo e modificando formulari e riti della Chiesa latina, restituendoli così alla loro primitiva purezza e sobrietà e contribuendo anche all’idea di unità liturgica che da allora in poi sarebbe stata fermamente mantenuta.

 

        Tra le pietre miliari in campo liturgico vi furono le revisioni del Calendario Romano effettuate da Sisto V, Clemente VIII e Clemente X, e le nuove edizioni del Martirologio (1584), del Pontificale (1596), del Cerimoniale (1600), del Breviario (1602), del Messale (1604) e del Rituale (1614) promulgate da Gregorio XIII (1572-1585), Clemente VIII (1592-1605) e da Paolo V (1605-1621).

 

         Sotto il Pontificato di San Pio X (1903-1914), la Sacra Congregazione dei Riti lavorò alla nuova disciplina sulla Comunione frequente di tutti i fedeli (1905) e dei malati (1906) e anche alla disciplina sulla Comunione dei bambini (1910). Alla sua attività, si deve la promulgazione dell’edizione detta Vaticana del Graduale Romanum (1907), la riforma parziale del Breviario (1911), e anche la preparazione di una nuova edizione del Martirologio Romano, che uscirà poi postuma nel 1914. Nel 1951, sotto Pio XII (1939-1958), la Congregazione ristabilì la Veglia Pasquale (Sacra Congregazione dei Riti, Decreto Dominicae Resurrectionis, AAS 43 (1951), pp. 128ss.), mentre nel 1955 pubblicò il nuovo Rito della Settimana Santa (Sacra Congregazione dei Riti, Decreto Maxima Redemptionis nostrae mysteria, AAS 47 (1955), pp. 838ss.).