Visita "ad limina" della Conferenza Episcopale dell'Uruguay
Lo scorso 15 settembre 2026, i Vescovi della Conferenza Episcopale dell’Uruguay si sono recati presso il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti in occasione della visita ad limina Apostolorum.
Nel corso dell’incontro sono stati condivisi alcuni aspetti della vita liturgica della Chiesa in Uruguay, con particolare attenzione alla prassi celebrativa e alle diverse situazioni pastorali presenti nel Paese. All’inizio si è parlato della celebrazione domenicale, che assume caratteristiche differenti nei contesti urbani e nelle realtà rurali, anche in relazione alla disponibilità dei sacerdoti. A questo riguardo è stata affrontata anche la questione delle celebrazioni domenicali in assenza del sacerdote. In questo ambito, la Commissione liturgica della Conferenza Episcopale ha presentato alcuni sussidi destinati ad offrire un approfondimento ai fedeli che partecipano alle celebrazioni domenicali e a quelle della Settimana Santa.
I Vescovi hanno successivamente condiviso alcune considerazioni riguardanti il Rito delle esequie e le sfide pastorali ad esso connesse. È stata sottolineata la necessità di custodire l’identità cristiana della celebrazione, evitando che possano inserirsi elementi rituali estranei alla fede della Chiesa, di carattere laico oppure riconducibili a pratiche di tipo pagano.
Sono state evidenziate anche alcune tendenze relative alla celebrazione dei sacramenti: da una progressiva diminuzione delle celebrazioni del Sacramento del Matrimonio, fino alla registrazione, in alcune zone del Paese, di una crescita del numero degli adulti che chiedono di ricevere il Battesimo. Tale realtà richiama l’importanza di accompagnare adeguatamente i fedeli nella preparazione e nell’inserimento nella vita della Chiesa.
Una parte della riflessione è stata dedicata al Sacramento della Riconciliazione. È stata ribadita la necessità di presentare la confessione sacramentale nella sua autentica natura di incontro del penitente con il Padre misericordioso, evitando ogni riduzione del sacramento a una mera prassi religiosa o a un semplice consiglio di carattere psicologico.
I Vescovi hanno quindi condiviso l’esperienza maturata nell’utilizzo dei libri liturgici e nei processi relativi alle loro traduzioni.
Nel corso dell’incontro si è discusso di alcune questioni relative alla prassi celebrativa del Cammino neocatecumenale. Infine, è stato presentato il processo di traduzione del Rito dell’istituzione di catechisti.