Verso una Liturgia inculturata
Inculturazione liturgica e nuove sfide per la Chiesa
La Costituzione Sacrosanctum Concilium, promulgata dal Concilio Vaticano II nel 1963, ha stabilito che: “Salva la sostanziale unità del rito romano, anche nella revisione dei libri liturgici si lasci posto alle legittime diversità e ai legittimi adattamenti ai vari gruppi etnici, regioni, popoli, soprattutto nelle missioni; e sarà bene tener opportunamente presente questo principio nella struttura dei riti e nell'ordinamento delle rubriche”. Questo principio è stato ribadito da diversi documenti magisteriali successivi, tra cui l'istruzione Varietates legitimae del 1994.
L'inculturazione liturgica è un processo complesso che richiede discernimento e attenzione a diversi fattori di carattere liturgico e culturale.
Nel corso degli anni la Chiesa ha promosso vari progetti di inculturazione liturgica in diverse parti del mondo.
Il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, rappresentato dal Sottosegretario S.E.R. Mons. Aurelio García Macías, ha avviato negli ultimi mesi un importante e costante dialogo con alcune Conferenze episcopali, in particolare con quelle del Messico, della Colombia e del Brasile. Questo dialogo si configura come un processo in divenire, volto ad approfondire la conoscenza delle diverse realtà ecclesiali e a ricercare insieme nuove vie per l'adattamento del Rito romano.